artifex triumphans 2005
(8 elementi) stampa digitale su acetato, vetro, ferro
La testa dell’artista come fulcro della sua opera perché il momento creativo ha origine lì. Questo è il cànone adottato, che, quasi serialmente, si ripete in tutti i suoi lavori. Le immagini moltiplicate in un effetto alone; la tendenza a spanderle nei suoi progetti (in quest’occasione 8 volte su esili basi di metallo) allontanano ogni riferimento alla tradizione del ritratto o dell’autoritratto, perché la testa interessa in quanto grembo delle idee, della creazione, della conoscenza, dell’opera. Anche di quel grande Christus triumphans non rimane che il volto, un frammento che mantiene integra la forza del simbolo per il senso di maestà che irradia. L’opera di Di Vaia prende le misure e supera il simbolico, apre nuove dimensioni, proprio come cinquant’anni fa fece Dalí in Corpus Hypercubicus.
Marco Bazzini